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Linguaggio del Viso

Il linguaggio del viso è quella parte della comunicazione non verbale che si occupa della codifica e decodifica di tutte le caratteristiche sia statiche che dinamiche del volto umano. Per caratteristiche statiche intendiamo la forma, le proporzioni, il trofismo e il tono muscolare, i nei, le rughe, il colore della pelle, i peli, i denti. Tra le caratteristiche dinamiche riconosciamo le variazioni dovute ai movimenti muscolari e tutto ciò che riguarda le esibizioni comportamentali della mimica facciale nell’ambito delle relazioni umane. Ovviamente questa suddivisione è solamente teorica, infatti quelle che vengono definite caratteristiche “statiche” non lo sono veramente poiché nel corso della vita tutto è soggetto a mutamento. La forma del viso, ad esempio, anche se appare come l’aspetto in assoluto più statico, in realtà non lo è perché è determinata e trasformata in tutto l’arco della vita da diversi fattori, come l’attività dei muscoli esterni e interni al cranio e l’attività cerebrale dovuta ai neuroni, al liquido cefalorachidiano e alle strutture meningee. I messaggi del viso possono esprimere qualunque stato psicologico, così come forze e debolezze innate, tendenze costruttive e distruttive delle proprie modalità comportamentali, criteri usati per interpretare la vita che si vive. Comprendere il significato dei segnali prodotti dal viso ci permette di capire meglio la natura interiore di chi ci sta di fronte, riconoscere le sue vere abilità e le sue nascoste fragilità, capire se il suo comportamento è sincero oppure nasconde qualcosa, individuare che emozione sta provando o in che stato d’animo si trovi, e grazie a tutte queste informazioni possiamo sapere sempre qual è il giusto modo di porci al fine di rendere fruttuosa l’interazione con gli altri evitando di essere fraintesi, permettendoci di fare le giuste scelte in ogni ambito della vita e orientando la conversazione verso la realizzazione dei nostri obiettivi.

F.A.C.S. (Facial Action Coding System)

Il F.A.C.S. (Facial Action Coding System) è un sistema di misurazione dei movimenti dei muscoli mimici del viso, ideato dagli psicologi americani Paul Ekman e Wallace Friesen nel 1976. Questi autori compilarono il primo atlante del volto, una descrizione sistematica in parole, fotografie e filmati di come si misurano i movimenti facciali in termini anatomici. Nel 1978 questo strumento di misurazione del volto venne reso pubblico e oggi viene utilizzato in tutto il mondo da centinaia di scienziati. Il F.A.C.S. permette di codificare sia le singole contrazioni muscolari che le loro combinazioni, suddividendo in questo modo i movimenti mimici in singole unità d’azione e classificando più di 5000 espressioni facciali. Questo sistema permette di valutare le relazioni esistenti tra le espressioni facciali e gli stati psico-emotivi del soggetto attraverso la decodificazione del comportamento dei muscoli del viso. Chi si forma in questo metodo viene definito “analista FACS” ed è in grado di interpretare i movimenti dei muscoli facciali che generano le espressioni mimiche, il che si rivela utile in diversi campi della vita sociale: • nelle relazioni interpersonali (rapporti tra professionista e cliente, tra genitore e figli, tra partner) • gestione delle risorse umane (personale, selezione, valutazione, disciplinare) • vendite e negoziazione • pubblicità • indagini e interrogatori delle forze dell’ordine • teatralità ed espressione artistica

Linguaggio del Corpo

Il linguaggio del corpo è quella sezione della comunicazione non verbale che si occupa della codifica e decodifica dei gesti, della postura, e di tutto ciò che riguarda le esibizioni comportamentali del corpo nelle interazioni umane. Comprendere il significato dei segnali prodotti dal corpo ci permette, da un lato, di conoscere nell’interezza il nostro interlocutore, dall’altro di esprimerci con gli altri con maggiore efficacia, aumentando la possibilità di essere capiti per quello che vogliamo veramente comunicare. Tutti i messaggi espressi dal corpo possono avere un significato equivalente ad una espressione verbale, quindi tutto ciò che è possibile dire a parole può essere comunicato anche con il corpo. I segnali del corpo non posseggono mai un unico assoluto significato in quanto quest’ultimo muta in relazione a tanti fattori come il contesto, le attitudini personali, la cultura e l’etnia di appartenenza, in base al fatto che sia espresso da chi parla o da chi ascolta. Grazie alla conoscenza del linguaggio del corpo è possibile migliorare le relazioni sociali in ambito personale e professionale in quanto questa conoscenza permette di comprendere cosa dicono gli altri al di là delle parole, permette di conoscere le vere intenzioni dei comportamenti altrui, consente di sapere quali sono le corrette regole di esibizione comportamentale per indurre nell’altro un immagine positiva di noi, può essere uno strumento che nel lavoro ci permette di porci in una maniera coerente per il rapido raggiungimento dei nostri obiettivi.

Linguaggio della Menzogna

Abbiamo chiamato linguaggio della menzogna l’insieme delle discipline che permettono di capire quali strategie mentali sottendono l’espressione della menzogna, perché mentiamo, in che modo diciamo bugie e come è possibile attraverso opportune tecniche di osservazione smascherare una menzogna. Pensiero comune è che dire una bugia comporti solo vantaggi se non viene scoperta, ma si tratta di una convinzione errata perché mentire porta e porterà sempre alla costruzione di una realtà fittizia da cui non si riuscirà mai a trarre un vantaggio “reale”, perché da una menzogna nascerà sempre un vantaggio “falso”che si ripercuoterà nel tempo a nostro danno. Conoscere il linguaggio della menzogna ci permetterà non solo di capire cosa gli altri vogliono farci credere per nascondere ciò che pensano realmente, ma anche di capire cosa genera in noi stessi il bisogno di mentire o di manipolare la realtà, così da poter comprendere che le cose negative che viviamo spesso non sono altro che reazioni determinate dal nostro comportamento menzognero. Le tecniche di cui ci avvaliamo e che sono considerate le più efficaci dalla maggior parte dei ricercatori di tutto il mondo sono: • Analisi del viso • Analisi del corpo • Analisi paralinguistica • Analisi del contenuto linguistico • Analisi dei messaggi del sistema neurovegetativo • Analisi con l’ausilio di strumenti specifici (macchina della verità, poligrafo e altri strumenti di rilevazione delle menzogne)

Comunicazione Non Verbale

La comunicazione interpersonale utilizza due canali: quello verbale, che comprende tutti i messaggi espressi con l’uso del linguaggio, sia scritto che orale; quello non verbale, che invece comprende tutti i messaggi non espressi con l’uso delle parole. La comunicazione non verbale è la disciplina che studia la codifica e la decodifica di tutti i tipi di messaggi che vengono trasmessi attraverso canali differenti dal linguaggio parlato. Gli elementi fondamentali della comunicazione non verbale possono essere distinti in: • Gesti: tutti i movimenti del corpo o degli arti. • Posture: atteggiamenti che il corpo può assumere nei diversi contesti sociali. • Morfologia: tutte le caratteristiche della forma delle varie parti del corpo e del viso. • Espressioni mimiche: tutti i movimenti dei muscoli facciali. • Fenomeni paralinguistici: riso, pianto, sbadiglio, tutte le modalità di espressione della voce come tono, velocità, timbro, pause del discorso, ecc. • Prossemica: il modo in cui un soggetto tende a disporsi nello spazio e ad utilizzarlo nell’interazione con l’ambiente circostante. • Artefatti: abbigliamento, trucco, ornamenti, ecc. • Sensibilità tattile: tutte le caratteristiche percepibili col tatto, come temperatura, contrazione, rilassamento, ecc. • Sensibilità olfattiva: tutti gli odori percepibili a distanza ravvicinata. • Fenomeni fisici involontari rilevabili a vista: variazioni della sudorazione, variazione del diametro pupillare, variazione del colore della cute come arrossire o impallidire, variazione del ritmo respiratorio e del movimento del torace, tremori, ecc. • Fenomeni fisici involontari non rilevabili a vista: variazioni del ritmo cardiaco, variazioni della pressione sanguigna, variazione delle contrazioni viscerali, ecc. Grazie alla comunicazione non verbale è possibile comprendere le vere intenzioni dell’interlocutore, le sue capacità reali, quello che intende dire al di fuori delle parole e spesso riuscire a comprendere la natura di una persona al di là di ciò che vuole sembrare in apparenza.

Prossemica

Il termine prossemica e’ stato coniato dall’antropologo americano Edward Hall, il quale studio’ i meccanismi istintivi di controllo territoriale presenti nell’uomo sulla base degli stessi bisogni gia’ espressi in tutti gli animali sociali, secondo Hall il territorio e’ una vera e propria estensione dell’organismo Quando le persone interagiscono tra di loro possono seguire due strategie comportamentali: quella del “contatto” e quella del “non contatto”. La prossemica si occupa delle forme di interazione senza contatto, approfondendo lo studio delle distanze che un essere umano utilizza rispetto l’ambiente che lo circonda e nei rapporti con gli altri. I rapporti e le relazioni tra gli individui esprimendosi nello spazio sono profondamente segnati dal modo di concepirlo, quindi la loro struttura varia a seconda delle culture e del contesto etnico. Grazie alle ricerche scientifiche fatte nell’ambito della prossemica oggi attraveso un attento studio del modo di utilizzare le dimensioni spaziali tra se stessi e l’ambiente e tra se stessi e gli altri si puo’ capire che tipo di rapporto esiste tra le persone o tra una persona e l’ambiente circostante.

Linguaggio Paraverbale

Il linguaggio paraverbale studia gli aspetti non linguistici del comportamento verbale, cioè le diverse modalità con cui si esprime la voce, pone attenzione non su “cosa” diciamo, ma su “come” lo diciamo. Generalmente è dettato da aspetti inconsapevoli della mente umana e permette di dare risalto ad un concetto rispetto che un altro, grazie ad esempio ad un intonazione di voce differente. Una frase può trasmettere significati completamente diversi a seconda dell'enfasi sulle parole e del tono della voce. La parte paralinguistica della voce può esprimere stati d’animo, emozioni, pensieri, desideri, interessi, critiche, disaccordo e tutto ciò che si può produrre nella mente, al di là del significato letterale delle parole dette. Il linguaggio paraverbale permette di analizzare le diverse modalità con le quali una persona emette il suono che incornicia le parole e gli conferisce diversi significati, congruenti o meno col significato esplicito del contenuto verbale. I messaggi espressi dal paraverbale possono essere distinti in: • Tono • Ritmo • Volume • Velocità • Timbro • Dizione • Cadenza • Pause dialogiche • Lapsus • Intromissioni nel discorso di non parole • Ripetizioni della stessa parola • Distorsione delle parole • Variazioni della respirazione • Inflessioni dialettali Ognuno di questi elementi conferisce al messaggio verbale significati a volte molto diversi tra loro in grado di mostrarci le modalità psico-emotive che il soggetto usa nell'interazione sociale, il modo con il quale una persona processa i suoi pensieri e sentimenti nel momento in cui esprime la parola.